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Compagnia Abbondanza - Bertoni: Medea
Progetto "Ho male all'altro" - II parte.

Di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.
Con Bianca Francioni, Marco Mercante, Marco Penitenti, Antonella Bertoni e Michele Abbondanza.
Musiche a cura di Mauro Casappa.
Scene e luci di Lucio Diana.
Costumi Patrizia Caggiati.
Direzione tecnica di Enrico Peco.
Organizzazione e ufficio stampa di Luisa Costa e Chiara Bille.
Produzione Compagnia Abbondanza Bertoni.
Co-produzione Armunia, Teatro Comunale di Ferrara, drodesera > centrale fies, Teatro dellel briciole, Massalia Theatre des çarionettes, Opera Estate Festival Veneto, La corte ospitale.

Giovedì 29 luglio, Centrale Idroelettrica di Fies > Sala Turbina I > ore 21.00.
Durata 75 minuti > Ingresso euro 10,00.

Note: Uomo contro donna, greco contro barbara.
È possibile collocare l’amore in cima a tutti i valori? A tal punto da giustificare qualsiasi sacrificio? Che succede quando la passione entra in collisione con l’ordine di una comunità, il desiderio erotico con l’amore materno?
Quand’è possibile per uno straniero cessare veramente di esserlo per gli altri?
È commerciabile il matrimonio? Come un patrimonio?
Non abbiamo risposte scritte o parlate

Di solito sono gli uomini che, esclusi dal generare la vita, trovano nella morte un luogo più potente in quanto la vita toglie. Non in questo caso.
Per Medea neppure la maternità può essere un destino ineluttabile per questo sfugge alla logica comune, “può appartenere solo al racconto o al teatro, a quei linguaggi parenti della poesia che intervengono proprio quando e dove gli altri finiscono di significare o non significano abbastanza”

Sulla scena un presepio di corpi contratti, raggrinziti allo scatto comportamentale dell’umano non umano (fantoccio), negati a ogni convenzione e decoro, grazia e baloccamento, semplicemente alterati per lasciarsi meglio abitare.

Nella nostra libera ispirazione al mito di Medea, abbiamo seguito soprattutto il percorso descritto nelle Argonautiche di Apollonio Rodio (III e IV Libro) per quanto riguarda L’INCANTO (tradizione tessalica, imperniata sull’impresa degli Argonauti), e la tragedia di Euripide per IL DISINCANTO e I FIGLI (tradizione corinzia, incentrata sulla tragica vicenda dei figli). Presentiamo questi tre quadri scanditi dagli schianti di un ponte levatoio, bocca nera che sputa e risucchia i personaggi, e dallo scoccare di tre frecce di Eros nel cuore di Medea.

Appunti: Ho male all’altro, intorno al tema del sacrificio per amore, nasce come una trilogia liberamente ispirata a figure della mitologia greca.
Dopo Alcesti, proseguiamo nel mondo della tragedia sospinti dal sentimento che nel mito ci sia una possibilità folgorante e visionaria di sintesi delle passioni umane. Torniamo a trarre libera ispirazione da storie mitiche di coppie che si ergono in fondo a simbolo degli incontri e scontri che hanno fatto il mondo, come la saga di Giasone e Medea.
Ho male all’altro infatti: io sono te, io mi identifico con te a tal punto che il tuo dolore è il mio dolore. La coppia è la depositaria principale di questo duopolio. Il sacrificio per amore è quindi il filo d’Arianna: dal sacrificio di sé (Alcesti), al sacrificio di altri da sé ma in quanto questi altri prosecuzione del corpo della coppia. Il bene più grande, carne della propria carne. I figli? Medea, offrendo i corpi senza vita dei suoi figli al marito fedifrago, sceglie volutamente la strada istintiva e diabolica, rivelando la ferita mortale là, dove batte il suo cuore erotico.
Un viaggio fino alle madri. Delle madri, dei padri che uccidono i figli.
Con Alcesti (Euripide/Rilke) - prima parte della trilogia (2002) - viene indagato soprattutto il rapporto tra genos e gamos, tra legami di sangue e di nozze e il sacrificio appare come l’immolazione di se stessi (Alcesti dona la propria vita per la salvezza dello sposo). Per Medea (madre, pedina della tragedia), non si mantengono invece legami simbolici che non siano sostenuti da legami autentici, di anime e di corpi; Medea antepone a tutto l’abbraccio fisico e il “letto” (nominato decine di volte nel testo di Euripide) e tra genos e gamos, sposta l’attenzione su Eros che interseca e complica sia i legami di sangue che i patti nuziali.
La “complicazione” qui arriva alla folle e lucida soppressione del bene più grande: i figli. Medea rivendica un potere di morte su di loro in nome del corpo, il suo, e dell’energia materna che li ha generati.
La loro eliminazione rappresenta per lei la definitiva rinuncia al futuro e quindi alla vita, le dà però la forza di rassegnarsi, a differenza di Giasone, al proprio destino di dolore ed espiazione, vittima non più del padre Eeta, di Giasone e Creonte, ma di sé stessa.

Sito ufficiale: http://www.abbondanzabertoni.it/


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Compagnia Abbondanza - Bertoni: Medea. Video dello spettacolo (29 luglio 2004)
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Compagnia Abbondanza - Bertoni: Medea. Fotografie dello spettacolo (29 luglio 2004)
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Intervista a Michele Abbondanza (di Emilio Guariglia - Luglio 2004)
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