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fies


Progetto Speciale
Mathurin Bolze: intervista

Intervista a Mathurin Bolze,
realizzata il 22 luglio 2004.

L'intervista é in forma testuale e video. Nella versione video l'intervista é stata ridotta. I video sono disponibili in formato Quick Time e Windows Media Player. Per visionare i video é necessario aver installato uno dei seguenti componenti. Selezionando il nome del formato é possibile effettuare il download del software dalla rete.

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Intervista video (Dimensione 1,7 mb)

Formato Quick Time
Formato Windows Media Player: 56K - ISDN - broadband

Intervista in forma integrale


Mathurin, puoi presentarci brevemente lo spettacolo Fenêtre?
Fenêtre è la storia del tempo passato all’interno di quattro mura, ma con un suolo che rimbalza. E’ un po’ l’immagine del protagonista di Italo Calvino, che passa le sue giornate sugli alberi. Sono partito dall’idea che all’interno di queste baracche il suolo rimbalzasse. Mi sono posto la domanda su che vita si potesse sviluppare all’interno, quale rapporto si potesse avere con il mondo. Quindi, il suolo rimbalza e ci si può arrampicare sui muri, sbatterci la testa contro, per creare il maggior numero di relazioni possibili. All’interno di questo spazio, si può infatti vivere sul piano, ma anche vivere in rilievo, e qui si vede lo slancio di qualcuno che si confronta con questa densità diversa, con questa gravità diversa.

Puoi spiegarci cosa fate in queste giorni in Centrale di Fies e come procede il vostro lavoro per la realizzazione del vostro prossimo spettacolo?
Qui attualmente siamo in residenza con Jérôme, Sophie, Cille e Gaétan, intorno ad un lavoro di preparazione, di creazione, che culminerà tra un anno e mezzo nel prossimo spettacolo. Siamo su delle prospezioni e la prospezione cambia la materia.
Jérôme si occupa del suono, Sophie è alla postazione video e poi gli altri tre sul palco si occupano di materie acrobatiche e danzanti nel rapporto tra il corpo, lo spazio e le immagini. A poco a poco cerchiamo di raccogliere degli spunti, di metterli insieme; sentiamo che ci sono delle cose che si muovono in direzioni possibili, che bisognerà incrociare; sentiamo di commettere errori, ma si cerca di metterli da parte per riorientare il tiro. E’ un lavoro di brancolamento, procede per tentativi, è il piacere di incontrare la scoperta, non solo la scoperta degli arnesi che abbiamo fabbricato, come la ruota, il tappeto e il trampolino, ma anche la scoperta dell’altro, in quanto nessuno si conosceva prima di giungere qui. E’ stato necessario un po’ di tempo per scoprire come approcciarsi fisicamente e avvicinarsi all’altro, e abbiamo provato piacere nel conoscerci e nello scambiarci le nostre storie. Tutto ciò si realizza anche attraverso una vita comune, per questo è bene che ciò avvenga fuori, all’estero, piuttosto che a casa. Il fatto di essere in un posto isolato, ci ha permesso di ricreare un legame che tesse delle storie, creando una piccola memoria propizia al lavoro. Bene, siamo quindi nel pieno di questa fase di ricerca e di incontro; non è sicuro che si faccia il video, stiamo facendo delle prove, è sicuro che Gaétan non potrà esserci nello spettacolo finito, ma questo per delle ragioni di tempo, tuttavia mi interessava che facesse questo lavoro. Ecco, questo è ciò che so, il resto fa parte delle cose che dobbiamo sperimentare.
Scheda Fenêtres