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Motus "Twin Room"
Mercoledì 30 luglio. Centrale idroelettrica di Fies, Dro (Tn), ore 21.30. Durata 111’. Ingresso euro 10,00.

Informazioni utili e prenotazione
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Uno spettacolo ideato e diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò.
Con: Vladimir Aleksic, Renaud Chauré, Eva Geatti, Dany Greggio, Caterina Silva, Damir Todorovic.
Editing audio: Enrico Casagrande.
Fonica: Carlo Bottos.
Luci: Daniela Nicolò.
Riprese live: Barbara Fantini e Daniele Quadrelli.
Progettazione scenica: Fabio Ferrini.
Costruzione e direzione tecnica: Tommaso Maltoni con la collaborazione di Dany Greggio.
Organizzazione e ufficio stampa: Sandra Angelini e Marco Galluzzi.
Logistica: Roberta Celati.
Produzione: Motus e La Biennale di Venezia
In collaborazione con: Teatro Sanzio/Comune di Urbino, Kampnagel
Internationale Kulturfabrik di Amburgo, Santarcangelo dei Teatri, Infinito ltd Gallery di Torino, Xing di Bologna
Con il sostegno di: Eti, Comune Rimini, Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna.

Online Festival 2003: immagini, video e intervista
Mercoledì 30, le immagini dello spettacolo in diretta web cam.

-… È uscito finalmente, ma lo sento fermarsi fuori dalla porta, in ascolto.
Siedo immobile, respiro a stento. C’è come un velo che copre questo motel, illuminato da un’altra luna piena…

Al vuoto claustrofobo della camera rosa, isola di solitudine, boudoir per incontri veloci, accosto uno schermo, dove la linearità dell’accadere, la sospensione dei dialoghi, è mediata dallo sguardo della macchina da presa che affonda e svela.
Room come set? L’ “occhio belva” della telecamera cuce e depista, senza riserve per squallori e bassezze, né per attimi di infinitesima poesia.
Tutto rimanda ad un già visto, ad un già sentito: è accaduto, accade continuamente, accade sempre così. Passioni e perdite.
Cerco il sobbalzo del tempo attuale, fra cataclismi politici e banalità del quieto vivere, attingendo alla scrittura minimale e assassina di DeLillo, Ellroy, Easton Ellis, dove anche gli incubi peggiori sono estetizzati/anestetizzati.
Lascio allo sguardo del pubblico libertà di ricomporre i frammenti, di cogliere sbalzi temporali e sospensioni che tanto hanno a che fare con il nostro vivere, che acquistano unità solo se connessi alla “non narratività” dell’esistenza stessa...

Room come set, dove cinema e letteratura convergono, collidono e si fondono. Ricerca di una nuova forma di narrazione scenica dove due linguaggi, quello teatrale e quello video, non vengono sovrapposti secondo tecniche di mixaggio, ma affiancati, interfacciati, per narrare, parallelamente, le stesse storie. Uno spettacolo sul tempo attuale, sul vuoto esistenziale con cui e su cui fondiamo il nostro essere qui ed ora, al di là delle abusate categoria della verosimiglianza come del volgare reality show televisivo. Linguaggio secco e naturale intriso di sferzante armonia e cinico minimalismo, storie anestetizzate, spaesanti, assolutamente non aneddotiche, ambientate nel tempo/non tempo di una stanza d’albergo. In una sorta di presente continuo duplicato, doppiato dalla presenza dello schermo attraverso cui le stesse scene, gli stessi dialoghi, sono filtrati dallo sguardo della m.d.p. che allarga e svela significati nascosti o sottintesi, “senza riserve per squallori e bassezze, senza riserve per attimi di infinitesima poesia”.

Presentazione compagnia