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Generazione Scenario - Vincitori del premio scenario 2003
Martedì 29 luglio. Centrale idroelettrica di Fies, Dro (Tn), ore 21.30. Durata 120’. Ingresso euro 10,00.

Informazioni utili e prenotazione
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I quattro lavori presenti sono il risultato di un lungo percorso nato con 224 progetti candidati. Il mondo di Scenario è quello dei giovani artisti e sembra marciare in controtendenza rispetto alla rappresentazione dominante della società, legandosi piuttosto alle risorse meno appariscenti, ma di fatto in grande crescita, che appartengono al lavoro nei territori, all’impegno nel volontariato alla creatività delle reti new global. Grande consapevolezza e necessità di comprendere confrontandosi con la storia e la memoria: questi i temi che sono emersi, insieme all’esplorazione a tutto campo dei diversi linguaggi e alla riflessione sul teatro come momento di condivisione e aggregazione.
Il festival Drodesera ospita quest’anno il vincitore, M’ARTE – MOVIMENTI D’ARTE e i tre segnalati dalla giuria del premio: TEATRO MINIMO; PROGETTO ÀÏSHA; HABILLE’ D’EAU.

Online Festival 2003: immagini dello spettacolo.
Martedì 29, le immagini dello spettacolo in diretta web cam.

M'Arte - Movimenti d'arte " Come campi da arare"
Durata: 20 minuti. Progetto Sabrina Petyx, Sabrina Recupero; Testo Sabrina Petyx; Con Alessandra Fazzino, Sabrina Petyx, Daniela Donato; Regia Giuseppe Cutino, Alessandra Fazzino.
Vite solcate come campi da arare. Vite da possedere, vite di cui cibarsi, da lasciare ad ardere al sole. Vite che ad ogni pioggia, piano piano, scivolano via.
Storie clandestine, da sempre. Nate in segreto. Vissute per essere dimenticate.
A chi appartengono queste mani e questi corpi calpestati, ignorati, queste terre di conquista fatte di carne e di sangue? Terre di conquista coltivate per diventare la cena degli altri; numeri da registrare, senza nome, senza ricordo, senza una vita di cui parlare.
Eppure quella vita è lì, appesa a una speranza, aggrappata a un sogno, privata di ogni opportunità.
Come campi da arare è la storia di un viaggio che forse non inizierà mai, di una fuga senza punto di arrivo. Di un volo verso un luogo che non sarà mai abbastanza “altrove”.
E’ una storia senza voce. E’ un paio di ali fatte in casa.
E’ il desiderio di traghettare al di là del proprio destino con un bagaglio fatto di orrori, rovine, macerie, di promesse infrante, di grandi amori, di piccole cose.
E’ una storia di piccoli affetti, di piccole vite, vite che non contano niente, che la storia rispedisce al mittente e che nessuno riconoscerà mai.

Habillé D'eau "Refettorio, performance di danza buto"
Durata: 20 minuti. Liberamente ispirata a Womina-Nite di Masaki Iwana. Progetto e regia Silvia Rampelli. Danza Alessandra Cristiani, Andreana Notaro, Francesca Proia, Silvia Rampelli. Luce Gianni Staropoli. Musica Paolo Sinigaglia. Abiti Fernanda Pessolano (vedi foto).
Odore di fumo. Abiti da censura. Tokyo, estate 1919. Il terremoto.
In uno spazio, ristretto e vuoto, quattro donne assenti e male illuminate.
Donna 5, con sguardo di implorazione, tiene un pesce tra le mani. Le sue labbra si muovono, sembra che stia cantando. Donna 5 e Donna 2 si incontrano al centro della scena. Donna 2 prende il pesce e lo mette nel sesso di Donna 5. Donna 2 canta Mitsu no utta desu... Donna 5 getta via il pesce: nessun rumore.
Donna 3, fino a quel momento distesa, comincia a muovere gambe e braccia come per alzarsi, poi desiste. Donna 2 si avvicina, la prende da dietro e la lascia cadere sul vaso. Donna 2 canta Mitsu no utta desu... Finita la canzone, Donna 2 riporta Donna 3 al suo posto.
Donna 4, con il viso riverso, imposta qualche gesto come fossero lettere insistite nel buio. Un tremore mano a mano più forte si impadronisce di lei, di loro.
lI sole sembra splendere. Bende, corsetti, tutto è sparito. E' mattino.

Teatro minimo "Murgia cartolina di un paesaggio lungo un quarto"
Durata: 20 minuti. Con Michele Sinisi. Scrittura scenica Michele Santeramo e Michele Sinisi.
Può un paesaggio raccontarsi, avere in sé l’azione?
Può un paesaggio essere la scrittura leggibile della morfologia di un popolo?
Paragonare una carta topografica I.G.M. a una storia avvincente.
Con queste motivazioni e curiosità ho deciso di chiudere la trilogia “Tre voci” sulla narrazione. Dopo aver raccontato con Otello (o la gelosia di Jago) un fatto teatrale e con Ettore Carafa un fatto storico, ora l’obiettivo è raccontare un non-fatto che però evochi un dramma. Raggiungere uno sviluppo drammaturgico partendo dall’atemporalità di un’immagine paesaggistica.
Il paesaggio murgiano, con i suoi tratturi, lame, iazzi, masserie disseminati per il suo spazio, è il chiaro risultato di un’identità che ha vissuto, abitato e plasmato questo territorio. Tutto è leggibile come la manifesta parola di un popolo che, avendo abitato questa parte di terra, racchiude in essa bellezze e sfortune della sua storia.
Il popolo è quella terra.
Le atmosfere, i sapori, gli incanti delle nostre facce sono rese nelle pietre affioranti dalla terra di questo paesaggio.
Le punte aguzze delle pietre scarnificate dalle acque piovane.
Acque che modellano la forma in modo imprevedibile quanto il quotidiano di questo popolo. Il corpo lacerato di un paesaggio che oggi risulta in bilico tra la salvaguardia, attraverso l’istituzione di un parco naturale, e lo sfruttamento sconvolgente secondo una concezione del territorio della Murgia quale residualità insignificante e improduttiva. Lo spettacolo è la narrazione di un viaggio di ritorno.
Un giovane natio di quel paesaggio che, ignaro della sua identità di uomo e dei ritmi e idee del suo popolo, scopre per la prima volta quel paesaggio in una delle sue visite alla terra da cui è lontano: decide di restare?
La storia parte dalla sua decisione di ritornare in quel paesaggio dopo averlo sentito per la prima volta. Scopre allora il senso di quel fascino che confondeva allora con un povero e disgraziato sintomo di una cultura ai margini dell’utilità.
Scopre la reale essenza di quel paesaggio, capisce di esserne addirittura una parte sostanziale. Sarà il paesaggio della sua memoria, avvertirà le inquietudini e i problemi del suo popolo come riflessi in quel paesaggio. Dovrà decidere coscientemente se restare e vivere per quella sua terra o lasciarla definitivamente, forse un domani col rimorso di non aver dato nulla per il suo riscatto.

Progetto Aisha "Arrabat"
Durata: 20 minuti. Di e con Amal Oursana e Samir Oursana. Collaborazione Ahmed Bekkar, Francesco Rossetti, Julieta Talamonti.
Un raggio di sole a Rabat. Non è ancora arrivato il buio. Non so cosa voglia dire questo.
I jinn mi suggeriscono le parole all'orecchio. Loro conoscono il mio cuore meglio di me.
Non a caso nella cultura araba si dice che i poeti siano posseduti dai jinn. Quello che scrivono e dicono è frutto di una malattia, che fa gravitare i loro cuori. Talvolta minacciano l'equilibrio della "Umma", talvolta mettono a rischio la propria vita, ma non sono cattivi.
Uso mie logiche, che solo qualche volta trovano corrispondenza con la realtà.
Ho idee legate a sensazioni, sulle quali respiro. Porto i giorni fuori da me, con un fare che trova forza solo quando si specchia in queste idee.
Ho un'idea alterata e positiva di Dio, che talvolta mi esclude dall'essere musulmana, ma ci sono vicina. Ho tolto e aggiunto troppe cose.
Qualcuno soffre in Occidente. Qualche centinaia di musulmani intellettuali e, assieme a loro, migliaia di figli di immigrati. Ho sentito che vogliono dichiarare il loro modo di essere.
"Lei dice, in Occidente le cose si intrecciano le une alle altre finché nulla si muove. Ma lei crede al viaggio, dice che il viaggio è fatto per mettere disordine. Passa veloce, si ferma nei caffè, guarda l'esterno illuminato troppo violentemente. In Occidente, tutto è illuminato, tutto è detto, nulla resiste alla luce. Stando alle voci, vaneggia per giorni e giorni. Incontra degli uomini, la loro storia è miserevole, ma gli appartiene. Si chiudono nelle toilettes per attraversare le frontiere. Ma lei insiste, si mantiene nel mezzo, nella zona a rischio, come una ladra. Resta a lungo immobile, mette alla prova il suo equilibrio." (Da uno scritto di Selim Nassib)

L’associazione scenario è composta da:

- BARI TEATRO KISMET OPERA, tel. 080/5797667 fax 080/5749228, e-mail: spettacoli@teatrokismet.it
- BASSANO DEL GRAPPA/BASSANO OPERA ESTATE FESTIVAL VENETO, tel. 0424/217815 - 521850 fax 0424/5215138, e-mail: operafestival@comune.bassano.vi.it
- BOLOGNA/CENTRO DI PROMOZIONE TEATRALE LA SOFFITTA, tel. 051/2092020 fax 051/2092017, e-mail: valenti@muspe.unibo.it
- CAGLIARI/CENTRO AKROAMA, tel. 070/341322 fax 070/340868, e-mail: akroama@tin.it
- CASALECCHIO DI RENO (BO)/TEATRO EVENTO, tel. 051/593133 - fax 051/570624, e-mail: t_evento@iperbole.bologna.it
- CASTAGNOLE MONFERRATO (AT)/CASA DEGLI ALFIERI, tel. 0141 292583 fax 0141 292572, e-mail: alfierihouse@tin.it, sito: www.casadeglialfieri.it
- CASTROVILLARI - COSENZA/SCENA VERTICALE, tel. fax 0981/27734, e-mail: scenaverticale@libero.it, sito: www.scenaverticale.it
- CENTRO R.A.T./Teatro Stabile di Innovazione, tel. fax 0984/73125, e-mail: cratcs@tin.it, sito: www.teatrodellacquario.com
- COMO - LECCO/TEATRO CITTA’ MURATA, tel. 031/269175 fax 031/3302781, e-mail: mariobianchi@cittamurata.it
- TEATRO INVITO, tel. 0341/287128 fax 0341/287114, e-mail: info@teatroinvito.it, sito: www.teatroinvito.org
- DRO (TN)/DRODESERA FESTIVAL, tel. fax 0464/504560, e-mail: info@drodesera.it
- FAENZA/TEATRO DUE MONDI, tel. 0546/622999 fax 0546/621903, e-mail: teatroduemondi@racine.ra.it, sito: www.teatroduemondi.it
- FORLI'/ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 0545/64330 fax 0545/64320, e-mail: ruggerosintoni@accademiaperduta.it
- GENOVA/TEATRO CARGO, tel. fax 019/854587 - 348/5837934, e-mail: sguotticargo@libero.it
sito: www.teatrocargo.it
- L’AQUILA/ASSOCIAZIONE TEATRALE L’UOVO/Teatro Stabile di Innovazione, tel. 0862/410416 fax 0862/28337, e-mail: uovotsf@tin.it, sito: www.teatrouovo.it
- LECCE/KOREJA, tel. fax 0832/242000, e-mail: ctkoreja@tin.it
- MANTOVA/TEATRO ALL’IMPROVVISO, tel. 0376/221705 fax 0376/222723, e-mail: t.improvviso@wnt.it
- MATERA/ASSOCIAZIONE TEATRO DEI SASSI, tel. e fax 0835/330926, e-mail: teasassi@tiscalinet.it
- MILANO/TEATRO DEL BURATTO, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 02/27002476 fax 02/27002541, e-mail: teatrodelburatto@tiscalinet.it
- MILANO/C.R.T. CENTRO DI RICERCA PER IL TEATRO, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 02/861901 fax 02/863813, e-mail: info@teatrocrt.org
- MILANO/QUELLI DI GROCK, tel. fax 02/66988993, e-mail: quellidigrock@tiscalinet.it
- NAPOLI/TEATRI UNITI, tel. 081/412875 fax 081/402939, e-mail: teatriuniti@libero.it
- ASSOCIAZIONE I TEATRINI, tel. 081/5446053 fax 081/5644918, e-mail: iteatrini@libero.it
- TARANTO/C.R.E.S.T., tel. 099/4725780 fax 099/4725811, e-mail: info@teatrocrest.it
- NOTO/CENTRO CULTURALE MOBILITA’ DELLE ARTI, tel. 0931/837729 fax 0931/574228, e-mail: mobilitadellearti@inwind.it
- PADOVA/TAM TEATROMUSICA, tel. fax 049/654669 - 656692, e-mail: info@tamteatromusica.it
- PARMA/TEATRO DELLE BRICIOLE, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 0521/992044 fax 0521/992048, e-mail: alessandrabelledi@briciole.it
- PERUGIA/FONTEMAGGIORE, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 075/5289555 fax 075/5287487, e-mail: fontemaggiore@fontemaggiore.it
- PESCARA/FLORIAN PROPOSTA, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 085/4224087 fax 085/4294482, e-mail: florianproposta@hotmail.com
- PRATO - EMPOLI (FI)/TEATRO DI PIAZZA O D’OCCASIONE, tel. 0574/608533 - 0574/468988 fax 0574/608531, e-mail: tpo@tpo.it
- GIALLO MARE MINIMAL TEATRO, tel. 0571/81629 fax 0571/83758, e-mail: giallomare@leonet.it
- RAVENNA/RAVENNA TEATRO, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 0544/36239 fax 0544/33303, e-mail: marcellanonni@ravennateatro.com
- ROMA/ AREA 06, tel. 06/4815531 - tel. fax 06/4826581, e-mail: info@area06.org
- TORINO/ASSEMBLEA TEATRO, tel. 011/3042808 fax 011/3199382, e-mail: assteat@tin.it
- UDINE/CENTRO SERVIZI E SPETTACOLI, tel. 0432/504765 - fax 0432/504448, e-mail: francescoaccomando@cssudine.it
- VICENZA/LA PICCIONAIA, Teatro Stabile di Innovazione, tel. 0444/322655 fax 0444/322738, e-mail: astra@goldnet.it