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Ideazione e coreografia: Virgilio Sieni. Interpretazione e collaborazione: Marina Giovannini, Luisa Cortesi, Samuele Cardini, Michele Simonetti, Erika Faccini, Virgilio Sieni. Musiche originali: Francesco Giomi. Luci: Paolo Pollo Rodighiero. Organizzazione: Monica Cerretelli, Laura Montanari. Amministrazione: Roberto Mansi.
Produzione: CrossoverFestival. Compagnia: Virgilio Sieni Danza.
in collaborazione con: Centro Tempo Reale - Firenze
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Online Festival 2003: immagini, video e intervista
Sabato 26, le immagini dello spettacolo in diretta web cam.
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Lo spettacolo nasce con lintento di approfondire una condizione anormale e deviante attraverso personaggi dinverosimile identità, dismorfici, che si muovono in uno spazio patologico tra tragedia ed evasione.
Il lavoro indaga il mutismo del danzatore come forma di comunicazione, sviluppando la relazione che intercorre tra lo spazio ed una condizione estrema, di intensa forza che pervade il corpo danzante. Il mutismo incombe come mancanza di voce e quindi prelude allurlo, al grido, al boato eclatante e necessario: un suono dalle viscere, proiettato oltre il corpo.
Brevi monologhi danzati che evadono il senso del gruppo e delle geometrie pressanti ricreando una vivibilità dello spazio e una fragilità di confini.
A hollowed-out image, drawn from the tragic confusion found in the faces sculpted by Alberto Giacometti, appears before me in an expansion of lines from within, in the search for a form of the spirit.
Virgilio Sieni
This show is born from the idea of deepening our understanding of an atypical and deviant situation through the actions of unreal characters of unformed identities who move between tragedy and evasion within a pathological space.
This work investigates the muteness of the dancer as a form of communication, developing the relationship that runs between the performance space and the extreme condition of intense effort that pervades the dancing body. Muteness is revealed as an absence of voice that can only lead to stupefying and essential cries, screams, and roars: visceral noises expelled from the body.
Short danced monologues that escape from the sense of group identity and oppressive geometry so as to recreate a spatial livability and a fragility of borders.
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